La bufera che in questi giorni imperversa sul mondo della rete dimostra quanto Internet rappresenti un facile bersaglio!Il mio lavoro consiste nel diffondere una cultura digitale alle aziende, ma non solo. Lo faccio con estrema passione e con la reale convinzione che Internet rappresenti, per tutti, un'opportunità e non un problema. Purtroppo in Italia, la poca informazione che circola riguardo il mezzo 'Internet' è molto orientata a classificarlo come un pericolo, una minaccia e un mezzo che trasmette filmati di bravate scolastiche. Questo non significa fare informazione, questo significa sparare a zero su un mezzo che invece offre opportunità davvero strepitose.
Gli eventi che sono successi in questi giorni, e che scaldano il clima politico, ma anche eventi passati di tutt'altro genere, rappresentano sicuramente un problema da affrontare, ma non sono una minaccia. Gli allarmismi sono assolultamente inutili e poco edificanti per la diffusione di una cultura di rete eticamente corretta.
Quando comincio a sentire circolare parole come censura o oscuramento mi vengono i brividi.
Non è mia intenzione scrivere un post di tipo politico, anche i giornalisti e la gente comune spesso pensano e profetizzano che Internet sia pericoloso. Succede questo perchè manca un'informazione equilibrata. Lo spazio concesso sugli altri media ad esponenti che vivono la rete in modo sano è sempre molto poco e trasmettere quello che Internet può offrire, in termini pratici e concettuali, diventa molto difficile.
E poi c'è il fatto che Internet fa paura: da solo è in grado di spazzare via tutti gli altri media, perchè li contiene tutti. Ci sono le WebRadio, le WebTV, i giornali online e molto altro ancora. Come tutte le novità, anche Internet ha bisogno di tempo per essere accettato dalle persone. Quando si esagera il rischio è quello di perdere un'opportunità unica, e cioè di disporre di un potente mezzo di comunicazione ed aggregazione tra le persone.
Provate a chiedere agli Iraniani cosa ne pensano di Internet e nel caso specifico di Facebok: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2009/12/11/visualizza_new.html_1645314704.html
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